Akragas, il ritorno di Casella: ”Questi colori sono la mia vita”

Intervista esclusiva al portiere biancazzurro Gerlando Casella che torna a vestire la maglia del Gigante a distanza di sei anni
13.11.2018 21:12 di Gaetano Di Caro  articolo letto 838 volte
Gino Casella
Gino Casella

Certi amori non fanno dei giri immensi e poi ritornano. Certi amori ci sono sempre, senza sosta. Certi amori ti accompagnano per la vita e faresti di tutto affinché durino per l’eternità. Questa non è la trama di un film romantico ma semplicemente la storia di Gino Casella e l’Akragas. Il numero uno bianco azzurro per eccellenza domani, a distanza di sei lunghi anni, tornerà a difendere la porta del Gigante contro il Kamarat, nella gara valida per il recupero di Promozione. Anni in cui Casella ha visto i suoi colori dalla tribuna, senza lasciarli mai, nemmeno nei periodi più bui. Come un leone in gabbia, in campo e fuori, l’agrigentino ci ha sempre messo la faccia, oltre al cuore. Come una storia bellissima e intensa che domani si arricchirà di un altro capitolo glorioso e bellissimo. Come una fiaba che ancora aspetta la parola fine. Queste, a poche ore dal match, le sue parole:

Chi ti ha convinto a riscendere in campo?

"L’amore verso questa città e questa maglia. All’Akragas non avrei mai potuto dire no. Sono cresciuto con questi colori e continuo a vedere il bianco e l’azzurro ovunque".

Qual è stata la tua ultima gara con il Gigante?

"Non è un bel ricordo. La finale di ritorno con la Cavese allo stadio Esseneto, valida per i play off di Eccellenza nel lontano 2012". 

Perché l’anno successivo non sei stato confermato?

"Sinceramente non l’ho mai capito ma va bene così. Ormai è’ acqua passata". 

Il tuo ricordo più bello?

"La semifinale di Coppa Italia Eccellenza, nel 2007. Affrontavamo la Nissa, partita vinta ai rigori. Emozionante il gol su rigore e i due penalty parati".

Cosa pensi degli anni recenti Akragantini?

"Cosa penso? Che bisogna progettare bene le cose. Giavarini? Non mi piace parlare di cose che non mi appartengono. Se le sue origini licatesi hanno influito? Può darsi".

Di Davide Miccichè