Akragas, il presidente Alessi fa chiarezza: "Ecco il futuro del club. Le cordate? Questa è la situazione..."

Il presidente biancazzurro Silvio Alessi fa chiarezza sul futuro del club
 di Gaetano Di Caro  articolo letto 639 volte
Sardo e Alessi
Sardo e Alessi

Conferenza stampa, presso la sala stampa dello stadio "Esseneto", stamani del presidente biancazzurro Silvio Alessi il quale ha fatto chiarezza sul futuro della società. "Oggi voglio fare chiarezza sulle accuse che mi sono state date negli ultimi tempi, nei confronti di chi ha sempre contribuito sia economiche ma che ci ha messo sempre la faccia per non fare morire questa società con grande dignità. Dobbiamo ammette anche degli errori che sono stati ammessi in questi ultimi anni, perché è giusto prendersi i meriti, ma anche le colpe degli errori che si sono commessi negli ultimi anni. Voglio iniziare da quando questa squadra ha avuto la possibilità di giocare in Lega Pro. Personalmente sono stato tirato dentro questa società ai tempi dell’Eccellenza quando sono stato convinto da Giovanni Castronovo e Pino Motisi nel ricopre il ruolo di Direttore Generale e di sponsor della società. L’anno successivo mi hanno dato la possibilità di diventare presidente di questo club, investendo del denaro per dare alla città di Agrigento il calcio professionistico. Ci siamo riusciti in quattro anni e forse li è stato il mio primo errore. Dovevo uscire da vincitore e passare la mano perché non c’erano le condizioni con la vecchia dirigenza di affrontare un campionato così importante, ma anche molto costoso. Alla promozione in Lega Pro, molti soci che avevano contribuito a questo traguardo avevano mostrato la loro indisponibilità nel proseguire il cammino. Ci siamo travati, dunque, a fine campionato con un debito di 350 mila euro della serie D e dell’impossibilità di affrontare il campionato di Lega Pro. Ad un tratto si è presentato ad Agrigento Peppino Tirri, informandoci che un imprenditore straniero era disponibile a rilevare l’Akragas. In un primo momento si parlava di rilevare il club in totale. Dopo aver consigliato i conti, si è presentato in città Marcello Giavarini. Ci siamo seduti attorno ad un tavolo dove Giavarini ha preso atto i costi e gli esborsi per affrontare un campionato professionistico. Lo stesso Giavarini ha comunicato a tutti noi che non era interessato a rilevare in toto il club, ma in una parte perché aveva il piacere che il 46% restanti delle quote rimanesse agli agrigentini. Se non ci fosse stata questa condizione l’operazione sarebbe saltata.  Dopo aver accettato, Giavarini ha pianificato i 350 mila euro di debito e ha creato una struttura dove a capo ha messo Tirri che era l’amministratore delegato e ha voluto che nel consiglio di amministrazione rimanessimo io e Franco Nobile. Purtroppo, l’indomani si è creata una  struttura dove Giavarini, avendo la maggioranza, ha fatto delle scelte come l’allenatore, i giocatori, estromettendo i soci di minoranza. A questo punto, quest’ultimi, hanno deciso di allontanarsi dalla società. Questo è stato il secondo errore perché il primo io , anche se non avevamo grande potere economico, abbiamo lasciato nelle mani di Tirri l’Akragas. Da lì è nata la squadra, i contratti, i premi a partita e di ogni gol.  Dei contratti, secondo me, superflui. Dunque, l’investimento totale che Tirri propose inizialmente a Giavarini di sborsare in 3 anni una certa cifra, questa certa cifra già al primo anno era stata vanificata (ritiro a Torre del Grifo per un mese, 45 persone in ritiro). Succede che dopo quattro mesi dal budget iniziale programmato, non era stato più rispettato si è riunita l’assemblea dei soci dove bisogna fare delle rimesse., dove i soci di minoranza si sono tirati indietro considerando che erano stati esclusi da tutte le vicende societarie. Qui è nata la prima frattura con Giavarini perché ha capito che l’investimento programmato inizialmente non era stato più rispettato. Da li iniziano ad esserci una serie di sconfitte con Legrottaglie. A dicembre mi chiama Giavarini avvisandomi che non aveva più intenzione di sostenere questa società. Dopo che mi sono imposto di esonerare Legrottaglie, ho deciso, prendendomi tutta la responsabilità, di affidare la panchina a Pino Rigoli. A fine stagione il risultato ci ha dato ragione visto la salvezza ottenuta. Al termine del campionato bisognava coprire 800 mila euro di debiti. Giavarini, dopo una serie di discussioni, esce il suo 54% e io ho uscito del restante 46% circa con un esborso economico di circa 350 mila euro. Abbiamo parlato con Tirri ricordandogli che il suo progetto iniziale vedete un progetto con i giovani. Quindi si iniziamo il progetto giovani con un budget ristretto.  A dicembre Giavarini ci comunica che non ha più intenzione di investire per non ha chiara la situazione del budget prefissato inizialmente. Abbiamo tagliato i costi. Nel frattempo a dicembre c’è la famosa trattativa dei romani. Ci comunicano che sono interessati solo se intervengono sul mercato. Passano le settimane e nessuno si fa più sentire. Allora diamo mandato  a Tirri di abbassare il budget cedendo dei giocatori. Dopo che nessuno credeva più in questa squadra, con orgoglio dei giocatori e con la bravura di mister Di Napoli l’Akragas raggiunge nuovamente il traguardo salvezza. Nel contempo, si riapre la trattativa con i romani verso marzo. Ci comunicano nuovamente il loro interesse, ma solo se la squadra otterrà la salvezza. A salvezza ottenuta li ricontattiamo nuovamente avvisandoli di avere problemi per l’iscrizione. La loro risposta è che di essere intenzionati a rilevarla solo se noi l’avessimo iscritta. Iscriviamo la squadra, convincendo per l’ennesima volta Giavarini. Ci volevano 180 mila euro. 100 mila li da in prestito Giavarini, ma li vorrà indietro in casa di vendita della società.  80 mila euro li abbiamo usciti io, i soci di minoranza e 6 mila euro i ragazzi della Fossa dei Giganti 2.0. In tutto ciò abbiamo il problema dell’impianto di illuminazione. Sentiamo la Lega, il presidente e il vice presidente informandoli che senza deroga non avremmo iscritto la squadra perché al momento non eravamo nelle condizioni di poter realizzare l’impianto di illuminazione. Da tutte le parti ci rassicurano un aiuto. La Lega ci da le garanzie della deroga, sennò non avrei mai iscritto la squadra per giocare le gare casalinghe a Siracusa. Iscritta la squadra non si è più fatto vivo nessuno. Da quel momento Giavarini è uscito, i signori che mi avevano garantito un aiuto la sera prima dell’iscrizione sono spariti. Da luglio ad oggi Silvio Alessi è rimasto solo nel portare avanti una società tra mille difficoltà. Da solo avanti non potrò andare avanti. Abbiamo cercato di intavolare nuova trattative. Solo due si sono mostrati disponibile ad aiutare l’Akragas. Quello che mi ha colpito, in negativo, sono le colpe che mi si sono addossate per aver portato il club a questa situazione, quando Alessi ha dato tutto, dall’impegnato, alla passione ed economicamente da sei anni a questa parte. Sto portando avanti questa società solo, non facendo mancare nulla ai ragazzi, ma avanti non posso più andare. I bilanci della società sono pubblici. La scorsa stagione è costata, dopo che ho preso la gestione da aprile al mese di luglio, abbiamo gestito un budget di due milioni quattrocentosettantamila quattrocento settantuno euro di uscite, a fronte di un milione ottocentomila euro circa di entrate. Quindi la perdita è stata di seicento settantunomila ottocento euro  e bisogna coprirla per poterci iscrivere all’attuale campionato. Sono stati coperti con 220 mila euro usciti da Giavarini, 100 mila euro io, 10 mila euro i vecchi soci, 6 mila euro i tifosi ed è rimasto un debito nella stagione in corso di soli 250 mila euro. Dopo l’iscrizione siamo rimasti soli io e Biagio Nigrelli e abbiamo deciso di ridurre al massimo le spese per iscrivere la squadra. Rispetto alla scorso anno, siamo riusciti a chiudere un budget di un milione quattromila euro, a fronte di entrate per circa un milione trenta due mila euro. Per concludere questa stagione dovremmo essere sotto di 400 mila euro, però noi abbiamo delle valorizzazione da prendere l’anno prossimo  e abbiamo un incasso a giugno della cessione di Leveque di 115 mila euro circa, andando cosi ad un milione cinquecentomila euro. Per chiudere la stagione occorre una differenza di circa 150/200 mila euro. Gli sponsor locali? Da tre anni ci vengono fatte solo promesse. In soli tre anni abbiamo ricevuto 10 mila euro di sponsor da parte della SEAP. Il 30 ottobre ci arriva una lettera dove ci viene comunicato da parte della SEAP di rimborso di 5 mila euro visto che le gare vengono disputate a Siracusa. Questa è l’aiuto dell’imprenditoria agrigentina. I soldi dell’Enel? Ecco la verità. Alessi non ha colpe. Dopo l’incontro a Roma tra Giavarini, Amico e il rappresentante dell’Enel, ma non ero presente io. A prescindere prima da questo incontro un noto esponente della politica aveva rassicurato che l’Enel avrebbe fatto l’impianto. Dall’’incontro ci viene comunicato che bisogna scegliere o la sponsorizzazione in denaro e la realizzazione dell’impianto. L’importo per realizzarlo era stratosferico di circa 900 mila euro. Dopodiché l’Enel dava l’incarico ad una società vicina Enel Sole, e mi dicono la vecchia amministrazione che fosse stato meglio prendere i soldi della sponsorizzazione (270 mila euro) e si è concordato di fare una convenzione con il sindaco del campo e di realizzare l’impianto l’Akragas con il credito sportivo. Dopo succede che Tirri va via, Giavarini non ne vuole più sapere. Quindi Silvio Alessi doveva andare a firmare un mutuo di quasi 600 mila euro al credito sportivo, di cui 450 a garanzia del comune di Agrigento e 150 a titolo personale, da aggiungere ai 350 mila euro che ho firmato solo io per la fideiussione per il campionato. Le cordate? Si sono presentati diversi interlocutore. Chi mi sta dando una mano di aiuto è l’avvocato Caponnetto. Queste due persone hanno manifestato l’interesse di acquisizione del club. Uno di questi è Alessandro Nuccilli, un buon imprenditore in base hai dati che ci ha fornito, mentre il secondo ha chiesto riservatezza. Ho con me le lettere degli intenti per far capire in giro che io sono disposto a vendere. In queste due lettere chiediamo quattro garanzie: la realizzazione dell’impianto di illuminazione e dei debiti della scoità, deve subentrare alla fideiussione mia,  rassicurare un andamento dignitoso al club per finire il campionato e restituire i 100 mila euro a Giavarini. Abbiamo dato un ultimatum, ieri sera, ad entrambi i possibili acquirenti di acquistare l’Akragas tra domani e dopodomani chi dei due è realmente interessato".